La democrazia, è un lavoro duro (B. Obama)
23 Giugno 2016

Da ieri vivo in un Municipio a Cinque Stelle

Il raddoppio della Tiburtina, i consiglieri eletti con 40 preferenze, il contratto con Beppe Grillo e la nuova giunta: ho intervistato Roberta della Casa, presidentessa del IV Municipio

Nel pomeriggio del 22 giugno 2016 Virginia Raggi è stata ufficialmente proclamata sindaco di Roma e ha indossato la fascia tricolore: la Capitale d’Italia inizia un nuovo capitolo della sua storia. Mi informano della proclamazione del sindaco mentre sono imbottigliato nel traffico; sto andando a Largo Beltramelli, zona Tiburtina, nel municipio dove vivo da sempre, per intervistare Roberta della Casa: dal 19 giugno, giorno dei ballottaggi, è la nuova presidentessa del IV Municipio. Subentra a quarant’anni di ininterrotto governo di centrosinistra.

Da ieri vivo in un Municipio a Cinque Stelle

Il supplì

  • La vittoria del Movimento Cinque Stelle a Roma resterà «nei libri di storia», mi dice la neopresidentessa a Cinque Stelle del Municipio Roma IV, il Tiburtino. Nel territorio in cui io da sempre vivo e risiedo il centrosinistra governa ininterrottamente dal 1976: è un territorio complesso, un municipio popolare in cui ci sono alcune urgenze di livello cittadino da affrontare
  • La vittoria di Virginia Raggi al comune di Roma, passato l’entusiasmo dei primi giorni, si dovrà tradurre in cambiamenti concreti della realtà della città: una città difficile da governare sopratutto sui territori. Il IV Municipio è popoloso più di Livorno e poco meno di Parma (due città amministrate da sindaci a Cinque Stelle), e il presidente di Municipio non ha gli strumenti per governare che hanno i suoi colleghi sindaci.
  • Del decentramento, delle opere sulla mobilità del territorio, del valore politico di una maggioranza eletta (anche) con 40 voti di preferenza; dei bandi per i servizi sociali, del raddoppio della via Tiburtina ho parlato con la neo-presidente del Municipio IV, Roma Tiburtina, la cittadina portavoce Roberta della Casa. 

Ti è piaciuto il supplì e hai ancora fame?

Ottimo. Qui sotto c’è l’intervista completa con foto e mappe. 

Che cosa dire del Tiburtino, il IV Municipio di Roma? Strano territorio. Casoni popolari, edilizia residenziale pubblica e degli enti, metropolitane, parchi giganteschi, il fiume, il carcere. Un’epopea arrivata agli onori delle cronache nazionali grazie a Michele Rech, in arte Zerocalcare: in effetti, va detto che qui siamo tutti di Rebibbia da molto prima che fosse cool. Rebibbia nel senso del quartiere, sì; e anche un po’ della galera dove ogni giorno, nell’aula della X sezione penale del tribunale di Roma, sfilano i testimoni del maxiprocesso Mafia Capitale.

Sarà un curioso contrappasso visto che il Tiburtino è il municipio dove Mafia Capitale aveva la sua base operativa; la cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi ha sede legale a via del Peperino, a Pietralata, vicino alla lapide ai “martiri caduti sotto l’oppressione nazifascista” posta dalla “sezione Comunista di Pietralata”.

lapide comunista pietralata

Già, il PCI; anche lui è qui da molto prima che fosse cool: un governo del territorio che viaggiava ininterrotto dal 1976.

v municipio amministrazione

iv municipio amministrazione

Poi, è arrivato il Movimento Cinque Stelle e al ballottaggio delle elezioni amministrative Roma 2016 ha vinto 70 a 30, raddoppiando il risultato del primo turno. Il 32% del centrosinistra in Tiburtina è, insieme a quello analogo del confinante V Municipio, ed escluso il VI Municipio dove il Pd era già stato liquidato al primo turno, il peggior risultato su Roma della coalizione progressista.

roberta della casa emiliano sciascia ballottaggi

Ho conosciuto Roberta della Casa, la neopresidente, ad un’iniziativa del Movimento a Casal Bruciato, uno dei quartieri del IV Municipio; non faceva particolare mistero di sapere che avrebbe vinto – e per la verità, nemmeno il Partito Democratico faceva particolare mistero di sapere che avrebbe perso. Mi sono prenotato per la prima intervista da presidentessa, una volta che si fosse insediata: Roberta è stata di parola, e ci siamo incontrati ieri in un’enoteca a Largo Beltramelli. «La notte dei ballottaggi», mi racconta, «è stata fantastica. Uscivano le schede: Movimento Cinque Stelle, Movimento Cinque Stelle, Movimento Cinque Stelle. Alla fine delle nostre c’era una torre, delle schede del centrosinistra una roba così piccola, una robetta».

roberta della casa movimento cinque stelle virginia raggi sindaco di roma schede
La plastica descrizione del successo a Cinque Stelle

Iniziamo; tu sei una giovinetta di Largo Beltramelli?

No, io vengo dalla Tuscolana; ho 34 anni e sono migrata qui otto anni fa, per amore diciamo. Ho un marito e due bambini piccoli.

Attivista dal?

Dal 2013. Prima non mi interessava la politica, e nemmeno votavo; ho ancora la mia prima scheda elettorale e ci sono pochissimi timbri.

A livello di idee, avevi qualche orientamento? Vieni da destra, da sinistra…

Ero per il giusto. Ho sempre pensato che il potere fosse tutto uguale, sia che lo usasse la destra che la sinistra. Poi è arrivato il Movimento, una folgorazione.

roberta della casa movimento cinque stelle virginia raggi sindaco di roma bracciali
La cittadina della Casa sempre in uniforme

E hai aderito.

Certo, mi piace tutto del Movimento. La Rivoluzione culturale, il potere ai cittadini, il volere la giustizia sociale…

Che è un valore della sinistra, direi.

Bé, se vedi il Movimento da questo punto di vista forse piega più a sinistra – sicuramente quella storica, non certo il Pd – se lo vedi dal punto di vista del sostegno all’imprenditoria, della lotta verso Equitalia, allora forse ha valori più della destra. Non per forza bisogna trovare una collocazione.

Virginia Raggi, il nuovo sindaco di Roma, si è definita antifascista. Tu lo sei?

Sono assolutamente contraria ad ogni regime dittatoriale.

Piccolo momento demagogia: quanto costa un litro di latte?

Mi trovi impreparata perché a casa mia non lo beve nessuno.

La spesa media, quella quotidiana?

Lasciamo perdere: 25-30 euro per comprare quattro cose.

Ok, io ho due serie di domande, quelle più politiche e quelle più sull’amministrazione: scegli, da che partiamo?

Dai, da quelle che vuoi tu…va bene quelle politiche.

Bene. Mi sono fatto qualche calcolo. Il primo degli eletti del Movimento Cinque Stelle al IV Municipio entra con 566 voti di preferenza personale, il secondo con 345, poi 268; di lì iniziano quelli che hanno preso 140 voti , e a scendere: tu hai una maggioranza di 16 consiglieri, questo vuol dire che risulterà eletto in Municipio anche chi ha preso 40-50 voti di preferenza. Cinquecento voti di preferenza non bastano ad eleggere un consigliere del Partito Democratico, i tuoi consiglieri sono eletti con i voti di un condominio: Roberta, scusa la domanda, ma tu chi rappresenti?

Tutti i cittadini del municipio.

Ho capito, ma politicamente è un dato molto forte; nel senso, un consigliere eletto con 40 voti a chi risponde?

Innanzitutto diciamo che in generale le preferenze sono calate per tutti i movimenti e i partiti politici in generale; il nostro lavoro come Movimento di certo ha visto dei frontmen, delle persone di punta, sostenute da chi ha lavorato da dietro le quinte che è stato comunque valorizzato e premiato.

Ok, quello che ti sto chiedendo è se tu sei consapevole che non ha vinto il Movimento: dalle preferenze emerge chiaramente che hanno perso gli altri, che c’è un voto di protesta.

C’è quello e c’è altro. C’è chi crede nel nostro progetto e chi esprime un voto di rabbia. E’ anche vero che gli altri partiti hanno un indotto che li porta a valorizzare, a spingere le persone singole. Il Movimento lavora diversamente: il voto premia anche il buon lavoro che abbiamo fatto sul territorio. Ti faccio un esempio: non abbiamo ricandidato i consiglieri uscenti, che avrebbero sicuramente avuto un buon risultato. Abbiamo fatto del nostro meglio.

Per candidarti tu hai firmato il “codice di comportamento per i candidati ed eletti del Movimento Cinque Stelle”?

Questo vuol dire che:

    • La presentazione degli atti amministrativi e politici in questo territorio dovrà sottostare “agli indirizzi della rete
    • Ti dovrai dimettere se ti comporterai in modo incongruente al codice di comportamento, con decisione assunta “da Beppe Grillo o da Gianroberto Casaleggio o dagli iscritti del Movimento”
    • Le nomine dei tuoi collaboratori di diretta fiducia dovranno essere approvate dallo staff del Movimento, ovvero Virginia Raggi, Paola Taverna, Roberta Lombardi, Fabio Massimo Castaldi, Gianluca Perilli

  • Se violerai il codice di comportamento dovrai dimetterti, o essere espulsa dal Movimento, o pagare “una multa da 150mila euro”. Alessandro Capriccioli, che ha sostenuto Roberto Giachetti alle elezioni romane e che però, da Radicale, è certamente un libero pensatore, afferma che a Roma il Movimento ha privatizzato la democrazia.

E’ tutto il contrario. Chiunque venga eletto ad una carica pubblica dovrebbe mantenere un legame quantomeno etico con il movimento che lo sostiene; se il consigliere X eletto nel Partito Democratico iniziasse a decidere all’opposto rispetto alle linee del suo partito, andrebbe da sé che dovrebbe fare una scelta. Nel nostro caso noi abbiamo aperto la possibilità a tutti di candidarsi nelle liste a Cinque Stelle, abbiamo allargato: ma poteva presentarsi un infiltrato, una persona che voleva utilizzare le istituzioni per fare i propri comodi. Il codice etico dice che l’eletto deve rispettare le idee del movimento in cui è stato eletto, ti impedisce di cambiare bandiera: l’eletto deve mantenere il ruolo che i cittadini gli hanno assegnato.

Ti rendi conto che questo è contrario alla Costituzione, che dice che per gli eletti non c’è alcun vincolo di mandato?

Ma il codice di comportamento non è obbligatorio, è una proposta che ci è stata fatta. Io ho considerato naturale aderire.

Passiamo all’amministrazione: il IV Municipio di Roma h 177mila abitanti. Parma ne ha 192mila, Livorno ne ha 159mila: sono i più noti comuni amministrati finora dal Movimento. Solo che Federico Pizzarotti e Filippo Nogarin hanno poteri da sindaci, mentre tu, presidentessa di Municipio, ti trovi ad amministrare territori assimilabili a quelli delle grandi città senza i poteri dei tuoi colleghi. Roberto Giachetti in campagna elettorale aveva puntato molto sul decentramento, sostenendo di potersi collegare al Parlamento per promuovere la riforma dell’amministrazione romana: tu come farai?

Il tema è chiaramente quello della sostenibilità economica: i miei colleghi sindaci hanno un bilancio vero e proprio, hanno delle entrate e possono fare pianificazione economica, i municipi romani hanno un bilancio derivato. Il Movimento Cinque Stelle vuole un decentramento vero.

E come fa, senza una legge del Parlamento, dove il Movimento non ha la maggioranza?

Cercheremo di fare la nostra battaglia per avere un governo giusto. Nel frattempo, c’è molto che si può fare tagliando gli sprechi.

Come dice il volume di Daniele Frongia, libro di testo per voi fondamentale…

Ho fatto i compiti, giuro
Ho fatto i compiti, giuro

Tagliamo gli sprechi, innanzitutto, creiamo valore aggiunto; aumentiamo i soldi a disposizione dell’amministrazione e andiamo incontro alle esigenze della città; i municipi non devono essere finanziati basandosi sullo storico delle spese, ogni municipio ha delle esigenze diverse e delle reali necessità. In questo saremo avvantaggiati dall’avere un sindaco dello stesso colore politico del nostro municipio: ci sarà un dialogo fruttuoso.

Roberta, negli ultimi vent’anni il centrosinistra ha governato questo territorio e il Comune praticamente in maniera continuativa: mi sembra troppo sostenere che i vari presidenti di Municipio non abbiano rappresentato che questi quartieri abbiano delle esigenze particolari.

A volte ci sono stati governi di diverso colore politico.

E’ successo solo nei cinque anni di amministrazione Alemanno.

Non mi sembra poco. In ogni caso io giudico il lavoro che è stato fatto sul territorio da cittadina: ci sono delle cose fondamentali, degli interventi che non sono stati portati a termine. Noi partiremo dalle piccole cose: rinunceremo all’autista – sai che il presidente di Municipio ha diritto all’autista? – e rimetteremo quel personale a lavorare nel municipio, nell’organico. Penso sia più utile. Poi aboliremo le consulenze esterne di livello dirigenziale, che nei municipi ci sono e che costano il doppio di un dirigente normale.

Farai la selezione pubblica degli assessori come Chiara Appendino?

No, la squadra è pronta.

Ci dici i nomi?

Sì. Rolando Tazzi si occuperà di Politiche Sociali; Alessnadro Pirrone ai Lavori Pubblici; Andrea Mariotti avrà la delega a Trasporti e Urbanistica; Emanuela Buggiotti al Bilancio e alla Trasparenza; Daniela Giuliani si occuperà di Commercio e attività produttive; Claudio Graziani di cultura e sport. Alcuni sono attivisti storici di questo e di altri territori, tre non sono attivisti: abbiamo chiesto dei curriculum sempre attivando le reti interne al Movimento, le persone che conoscevamo, per evitare che arrivasse il cercapoltrone di turno.

In questo municipio c’è un’emergenza storica dei quartieri periferici, quella della mobilità. In una recente intervista Paolo Berdini, futuro assessore all’Urbanistica della giunta cittadina a Cinque Stelle, ha detto che il progetto della Metro C è da ridiscutere; non ti chiedo se la Metro B fino a Casal Monastero per te è una priorità visto che è nel vostro programma. Sei fiduciosa che il prolungamento sarà sostenuto dall’amministrazione capitolina?

Pensiamo ai singoli territori, non metto bocca su situazioni di territori che non conosco; la Metro C non passa qui, quindi non posso giudicare. Sicuramente per noi la metro fino a Casal Monastero, e anche oltre fino a Case Rosse, è una priorità e sono sicuro che lo è anche per Virginia Raggi; in generale, abbiamo da riorganizzare i mezzi pubblici di superficie, le linee degli autobus e pensare forme di mobilità alternativa puntando su bike sharing e ciclabilità diffusa.

Questo è un territorio difficile, con quartieri di grandi marginalità. Abbiamo San Basilio, quartiere popolare dove è accertata la presenza di criminalità organizzata, una nota piazza di spaccio per tutta Roma.

Abbiamo una viabilità completamente congestionata dal raddoppio della Tiburtina che da anni è bloccata.

L'amichevole traffico causato dai lavori sulla via Tiburtina, altezza Rebibbia
L’amichevole traffico causato dai lavori sulla via Tiburtina, altezza Rebibbia

Nei primi cento giorni del tuo mandato, vedremo dei miglioramenti?

Non mi sento di fare promesse, sono problemi complessi. La viabilità della Tiburtina in cento giorni realisticamente non si sbloccherà: c’è di mezzo la Soprintendenza, il Comune, da coordinare tavoli intricati. E’ evidente che in quella dinamica ci sono degli appalti che non hanno funzionato, dovremo verificare se i capitolati sono stati rispettati, insomma, ci sono dei problemi evidenti da risolvere: e mi chiedo perché chi è venuto prima di noi non sia stato efficace quanto diceva di essere. Per il resto, penso che il degrado dei quartieri non si combatta con la mazza, come dicono alcune forze politiche, ma dando alternative concrete ai cittadini: noi non vogliamo quartieri ghetto come Tiburtino III.

In che senso ghetto?

C’è il centro di accoglienza per i migranti, il SERT, situazioni “pesanti” messe tutte insieme e troppo ravvicinate.

Non ci sono luoghi dove fare cultura, non ci sono luoghi d’aggregazione, e questo crea relazioni, territori, in cui comunque il nemico diventa la persona che hai davanti. Dobbiamo dare alternative ai cittadini, creare occasioni di incontro, riorganizzare i quartieri persino educando le persone ad un nuovo stare insieme.

Hai vinto le elezioni nel IV Municipio, un territorio storicamente di sinistra, del PCI prima, giù giù fino al Pd.

Tiburtino Terzo, folklore su cemento
Tiburtino Terzo, folklore su cemento

I servizi sociali in questo territorio sono gestiti palmo a palmo, quartiere per quartiere, dalla cooperative. Come ti relazioni con questa situazione?

Dovremo verificare i bandi uno per uno, dovremo capire quale è lo stato dell’arte. E ti dico che la precedente amministrazione mi ha fatto il favore di farmi trovare il Municipio con gli archivi vuoti: perciò dovremo passare del tempo a ricostruire, tramite i database su internet, quali sono i bandi, a che punto stanno, quali sono le dinamiche, sia sul piano politico che su quello economico.

Questo è il territorio di Mafia Capitale, qui Salvatore Buzzi aveva la sede della cooperativa 29 giugno. Chi si intende della “storia di Roma” mi ha detto: “In Tiburtina la criminalità è nell’amministrazione”.

Lo sappiamo bene. Non voglio generalizzare, ci sono tantissime persone che lavorano in maniera onesta e obiettivamente eccellente; innanzitutto dovremo ridisegnare le assegnazioni del personale perché le competenze in generale sono mal distribuite: sono sicura che c’è chi sta facendo un lavoro che non vuole fare, che magari lo rende infelice. Sappiamo poi che ci sono persone profondamente schierate e vicine a certe ideologie, che potrebbero essere arrivate dove sono anche per interesse, per un favore da parte di qualcuno: per queste persone di certo andrà trovata una soluzione diversa.

Roberta, abbiamo detto i numeri: per me tu sei un sindaco di un medio capoluogo italiano, sei una personalità di rilevanza nazionale. Mi dai una lettura nazionale di quello che è accaduto il 19 giugno?

Andrà sui libri di storia, è stata una rivoluzione disarmata e disarmante: la vittoria del Movimento a Roma è un successo che ha un peso notevole, che fa traballare il governo nazionale. Le forze politiche tradizionali hanno fallito, i partiti che promettevano cambiamento, rivoluzioni, rivolte si sono dimostrati prive di qualsiasi proposta: e i cittadini hanno ascoltato noi.