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23 Dicembre 2016

I tagli della giunta di Virginia Raggi su disabili, lavoro e agricoltura

L’Organismo di Revisione Economico-Finanziaria esprime parere negativo sul bilancio previsionale; dalle cifre emerge più di un segnale politico

I tagli della giunta di Virginia Raggi su disabili, lavoro e agricoltura

L’Organismo di Revisione Economico-Finanziaria del Campidoglio, per la prima volta nella storia dell’amministrazione capitolina, emette un parere negativo su una misura di bilancio predisposta dalla giunta di Roma Capitale: la giunta di Virginia Raggi è costretta a rimandare l’approvazione della manovra economica a febbraio; dai conti dell’Oref è possibile farsi un’idea delle scelte politiche dell’amministrazione capitolina, che propone tagli su tutti i comparti e in particolare su alcune aree sensibili delle politiche sociali.

IL SUPPLÌ
(Un antipasto per convincerti a restare)

  • Il parere dell’Organismo di Revisione Economico Finanziario del Campidoglio, che qualifica negativamente la proposta di Bilancio di Virginia Raggi, costringe la giunta ad approvare il documento entro febbraio; l’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo ha dichiarato di voler “accettare la sfida del rigore”. Qui sullo Zaino Verde abbiamo ottenuto il documento in via riservata, come molti altri colleghi.
  • Il consigliere di Sinistra Per Roma Stefano Fassina ha definito il parere dell’Oref “di una severità inedita” e, in effetti, sulla giunta a Cinque Stelle vengono scaricati mali non imputabili alla gestione Raggi, ma che vengono da molto lontano; l’Oref, comunque, sostiene che la giovane sindaca abbia presentato un bilancio con tagli importanti per la qualità della vita dei cittadini, e sostenuto da fonti di finanziamento inaffidabili e non strutturali.
  • Navigando fra i dati pubblicati dall’Oref si possono individuare alcune scelte politiche che risultano dai dati, come un taglio di 30 milioni di euro nel fondo di competenza delle politiche per i disabili, riduzione dei fondi per i soggetti a rischio esclusione sociale, riduzione nei fondi per il sostegno al lavoro, tagli al sostegno all’agricoltura e altri ancora.

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E’ da giorni su tutti gli organi di stampa la notizia della bocciatura del bilancio previsionale predisposto dalla giunta di Virginia Raggi da parte dell’Organismo tecnico di Revisione Economico-Finanziaria del Campidoglio; l’Oref esprime un giudizio pesante sull’azione di governo della giunta a Cinque Stelle che è costretta a rinviare l’approvazione della situazione economica romana ai primi mesi del 2017.

Navigando nelle pieghe della relazione dell’Organismo di Revisione, a risaltare ancor più dei giudizi tecnici – di cui un organo politico come la giunta può solo prendere atto, soprattutto in un contesto di finanza pubblica bloccato come quello romano – sono le scelte politiche della giunta a Cinque Stelle, di cui Virginia Raggi e la sua squadra sono chiamati a prendersi piena responsabilità.

La relazione dell’Oref, che Lo Zaino Verde ha potuto leggere in via riservata, è infatti utile ad individuare alcune scelte politiche deliberate che si leggono da un rapido esame degli stanziamenti e delle previsioni di spesa nel bilancio previsionale nel 2017: a chiari numeri si leggono alcune riduzioni sensibili degli stanziamenti su alcuni comparti di importanza vitale per le fasce più svantaggiate della popolazione romana; importante, ad esempio il taglio dei fondi per il sostegno alla disabilità che passa da 95 milioni nel 2016 a 60 milioni di euro nel 2017.

Un taglio dunque di circa 30 milioni di euro che la giunta di Virginia Raggi prevede come strutturale, visto che anche nel 2018 e nel 2019 lo stanziamento messo a bilancio non risale che di 7 milioni di euro; quelle degli anni successivi al 2017 sono ovviamente previsioni da confermare nei successivi bilanci, ma si tratta in ogni caso di una scelta politica di cui è possibile chiedere conto.

Si tratta, volendo essere precisi, di un taglio di stanziamenti di competenza: questo significa che a questo capitolo di spesa sono assegnati meno fondi; la giunta, contemporaneamente, mette a bilancio complessivi 91 milioni di euro in voce cassa: questo significa, in sintesi, che l’amministrazione capitolina taglia stanziamenti strutturali sostenendo allo stesso tempo di poter finanziare quelle voci di spesa in altro modo, con variazioni successive e entrate di diverso genere: e questo modo di procedere risulta essere una costante nello schema di bilancio.

E’ proprio su questo schema di lavoro che si è abbattuta la scure dell’Oref: l’organismo di Revisione ha infatti censurato la giunta sul lato delle entrate, sostenendo che l’amministrazione Raggi ha fatto troppo affidamento su risorse non strutturali e aleatorie (condoni, permessi per costruire) rispetto a flussi di risorse sicure; in breve, l’Oref ha ritenuto il lavoro della giunta oltremodo speranzoso, per usare un eufemismo.

Sebbene il prospetto dimostrativo delle previsioni di competenza delle entrate finali e spese finali allegato al bilancio, dimostri che sia conseguibile l’obiettivo programmato del pareggio, il Collegio ritiene che esso sia stato raggiunto anche sulla base di: previsioni di entrate non strutturali (es. concessioni edilizie, contravvenzioni, recupero evasione tributaria, ecc.). Riguardo le entrate, non si riscontra un adeguato e specifico programma di recupero dell’entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente come gia’ raccomandato da questo Collegio.
Oref, Parere su Bilancio 2017-2019

Il tutto ricordando che il bilancio della giunta Raggi stanzia minori entrate fiscali grazie anche alla riduzione della Tari da circa 30 milioni di euro che da soli, dunque, avrebbero potuto essere utilizzati per la dotazione strutturale del fondo disabilità.

L’ente ha previsto nel bilancio 2017, la somma di euro 771.148.720,00, con una diminuzione di euro 27.543.120,00 rispetto alle previsioni definitive 2016, per la tassa sui rifiuti istituita con i commi da 641 a 668 dell’art.1 della Legge 147/2013
Oref, Parere su Bilancio 2017-2019

Altri tagli sono quelli per i soggetti a rischio esclusione sociale, che vedono un calo di oltre 10 milioni di euro per il 2017, che diventa di 30 nel 2018. Costanti gli stanziamenti per il sostegno familiare, laddove il sostegno per il diritto all’abitare viene finanziato integralmente per il 2017 mentre le previsioni di spesa per il 2018 lo vedono tracollare.

Grossi tagli anche sul comparto delle politiche per il lavoro: i capitoli di spesa sul sostegno all’occupazione vengono praticamente dimezzati (si passa da 5 milioni di euro nel 2016 a 3 milioni nel 2017, situazione che diventa strutturale negli anni successivi); diminuzione importante anche per i servizi di sviluppo del mercato del lavoro in città che vedono un taglio su una cifra già simbolica di 100mila euro, che viene portata a 80mila euro nel 2017 per scendere a 20mila nei successivi anni – si tratta con tutta evidenza di uno stanziamento di bilancio che viene finanziato con una posta simbolica. Nel bilancio del più grande comune agricolo d’Europa – sarebbe Roma – è poi importante la sforbiciata sui fondi per l’agricoltura, che sconta quasi un milione di euro di diminuzione.

Vi è poi un taglio sostanzioso anche alla voce “istruzione prescolastica”: sommando tutte le voci che l’Oref ha analizzato si passa da un definitivo del 2016 di circa 240 milioni di euro a una previsione per il 2017 di 210 milioni di euro, con un taglio secco dunque di 30 milioni di euro.

La situazione è dunque molto dura su molti comparti; anzi, praticamente su tutti, come riportava giusto ieri il Fatto Quotidiano che definiva il 2017 “un anno di stenti per la città”.

Dal bando per le mense scolastiche non finanziato, agli scambi della Metro A che cade a pezzi per cui non sono state ripristinate le risorse. Dalle bonifiche mancanti dei campi Rom, ai malati di Aids e clochard senza sostegno. Per non parlare degli investimenti insufficienti, pari nemmeno alla metà del fabbisogno. Anche se fosse stato approvato, il bilancio di previsione 2017 di Roma, il primo di Virginia Raggi alla guida della Capitale, sarebbe stato una lunga serie di ‘vorrei ma non posso’.
Lorenzo Vendemiale, il Fatto Quotidiano

Nella relazione dell’Oref, fra l’altro, oltre ai duri giudizi sulla non esistenza degli spazi di finanza pubblica necessari a certificare il bilancio, i revisori di conti capitolini mettono in guardia la giunta: la mannaia su comparti di spesa molto delicati per i cittadini romani non può andare all’infinito.

“Ulteriori risparmi derivanti dalla razionalizzazione della spesa non appaiono possibili se non a danno della qualita dei servizi erogati dall’Ente ai cittadini”
Oref, Parere su Bilancio 2017-2019

Vi è poi un ulteriore problema: i numeri che riportiamo poco sopra sono definitivi o le poste di riduzione sono state recuperate in altre voci di bilancio? I cittadini non hanno modo di saperlo: la relazione dell’Oref – che è stata ottenuta in via riservata e confidenziale – non è paragonabile infatti con il testo ufficiale del Bilancio di previsione 2017-2019 predisposto dalla giunta visto che, mentre il bilancio era già in discussione in Aula, sul sito ufficiale dell’amministrazione capitolina il testo del provvedimento non è stato reso pubblico, e a tutt’oggi non è disponibile.

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Fonte: Comune di Roma

L’ordine dei lavori per l’approvazione del Bilancio 2017-2019, riportato dalla consigliera PD Valeria Baglio, qualifica infatti i documenti Economico-finanziari come “proposte di giunta”, che vengono dunque depositate solo al momento dell’approvazione da parte dell’Aula – rimandata all’anno nuovo. Per questa scarsa trasparenza si sono già sollevate le proteste della base; in questo post Emanuele Sabetta, definito erroneamente dal Fatto Quotidiano “consigliere regionale” e in realtà attivista di vecchia data e molto ascoltato in vari livelli del M5S laziale, alza la voce contro la giunta Raggi, accusandola di aver mancato di utilizzare gli strumenti di democrazia partecipativa a disposizione degli amministratori e utili ad evitare problemi nell’elaborazione dei bilancio.

Che la situazione contabile del Comune sia davvero difficile lo ha confermato Marco Terranova, consigliere 5 Stelle, presidente della Commissione Bilancio con un virgolettato riportato sempre dal Fatto Quotidiano.

Partiamo dal presupposto che quelle sono le richieste dei dipartimenti, e non tutte le richieste vengono accettate. Anche perché abbiamo dei dubbi su alcuni numeri, che a nostro parere si riveleranno inferiori alle attese. Abbiamo cercato di far convergere le domande degli uffici e la valutazione della capacità di spesa in base al consuntivo 2016. Ricordiamo che purtroppo partiamo con 84 milioni di euro di entrate in meno rispetto al 2016.

L’Ufficio Stampa del gruppo consiliare a Cinque Stelle è stato contattato in mattinata al fine di offrire replica specifica ai dati di questo articolo; mi è stato risposto che avrei potuto pubblicare senza alcuna replica. Rimango a disposizione.

Copertina: da Twitter


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