La democrazia, è un lavoro duro (B. Obama)
18 Giugno 2016

I Malati di Politica mi hanno detto cosa ricorderemo delle elezioni 2016

Ovvero il paesino che va al ballottaggio perché è finita pari, il ritorno delle liste civetta, come è andata Casapound e altre storie fra il reale e l’assurdo.

La campagna elettorale per le elezioni amministrative comunali 2016 è finita: mentre scriviamo vige il silenzio elettorale, domani si terranno i ballottaggi a Roma, Napoli, Milano e Torino; nella capitale c’è la sfida più attesa fra Roberto Giachetti il candidato sindaco del Partito Democratico e Virginia Raggi, candidata del Movimento Cinque Stelle. Al di là del risultato elettorale definitivo, i dati del primo turno ci dicono già qualcosa per chi sa leggerli: analisi sociologiche, sì, certo, ma anche curiosità e chicche imperdibili. Gli unici a cui li chiederemmo sono i Malati di Politica, che abbiamo intervistato a Roma.

I Malati di Politica mi hanno detto cosa ricorderemo delle elezioni 2016

Il supplì

  • I dati delle elezioni, per chi sa leggerli, restituiscono la storia del paese: chi vota cosa, perché, quali voti si sono spostati, cosa significano queste scelte. L’analisi statistica è essenziale per rendersi conto di quali siano le mutazioni in corso nelle città: roba da veri nerd della politica.
  • Fortunatamente sappiamo a chi rivolgerci: Francesco Magni e Stefano Mentana sono due giovani professionisti (avvocato l’uno, giornalista l’altro) più noti per la loro seconda identità: i Malati di Politica. “Almeno mezz’ora al giorno”, ci dicono, “la passiamo sul sito del Ministero dell’Interno. A vedere – anche, perché no – i risultati delle elezioni regionali del 1990”.
  • Abbiamo incontrato i Malati di Politica in piazza Testaccio a Roma: abbiamo parlato dei “casi” imperdibili delle elezioni amministrative comunali 2016, del grande ritorno delle liste civetta, di chi sia Renzo Rabellino e perché tutti dovrebbero conoscerlo, del risultato shock del Partito Liberale e del paesino in provincia di Reggio Emilia dove è finita pari.

Ti è piaciuto il supplì e hai ancora fame?

Ti è piaciuto il supplì e hai ancora fame? Ottimo. Qui sotto c’è l’articolo completo con foto, grafici e mappe. 

Dati, dati, statistiche, numeri: sono i big data. L’analisi dei flussi e dei risultati elettorali è incredibilmente importante: qualcuno imposta le campagne elettorali, le persone votano e dai risultati è possibile capire come è fatto il paese, quali sono gli spostamenti, le opinioni delle persone. Ci vuole dedizione, passione, persino follia – in generale, dunque, quasi un’ossessione, una roba che rasenta la psichiatria.

Ne vanno ben fieri i Malati di Politica: Francesco Magni e Stefano Mentana, iscritti al Partito Democratico di Roma ma sopratutto, su Facebook, i MdP.  Li avevo conosciuti guardando la puntata della trasmissione della Stazione di Giachetti, la web tv del comitato sindaco alla dogana di San Lorenzo; li ho incontrati dal vivo per una birra e un’intervista in piazza Testaccio, a Roma: avevano letto la guida ai risultati delle elezioni Roma 2016 che avevo fatto e l’avevano giudicata non sufficientemente da “intrippati”, e così mi sono fatto spiegare quale è il livello a cui dovrei ambire.

Fra l’altro, mi hanno spiegato, ad essere Malati di Politica si rimorchia un sacco – e si porta a casa il risultato con metodo.

Lo stesso metodo con cui si approcciano alla loro passione, i risultati elettorali – e intendiamo: dal 1945 a oggi – passando “ogni giorno almeno mezz’ora al giorno sul sito del ministero dell’Interno”.

Non per niente, l’attrazione fra l’archivio del Viminale e un vero MdP, mi spiegano Magni e Mentana, ha qualcosa di sessuale.

Allora, Malati di Politica, quale è secondo voi il caso imperdibile della Campagna Elettorale 2016?
F. Certamente la campagna elettorale su Tinder di Marco Cappato, il candidato sindaco di Milano per i Radicali che ha aperto un profilo sul social network degli incontri galanti; al che la comunità omosessuale l’ha cercato per dirgli “ci siamo anche noi”, e così lui si è aperto un profilo anche sul network degli gay, Grindr mi pare si chiami.
S. Cioè, funzionava che uno scriveva “sono a Milano ho voglia di un appuntamento” e gli saltava fuori ciao sono Marco, vota radicale.

F. Peraltro i Radicali a Milano sono l’unico apparentamento ufficiale, sosterranno Beppe Sala come è noto.
S. Sì, gli apparentamenti non sono più tanto di moda, sembra.

E a Roma, quale è il caso?
F. Abbiamo il caso del XIII Municipio.


Il XIII Municipio di Roma, Aurelio. 

Massimiliano Pasqualini.
F. Esatto, abbiamo Massimiliano Pasqualini per il centrosinistra che si presenta al ballottaggio per il con il 24%, davanti al candidato del Movimento Cinque Stelle, Giuseppina Castagnetta che si ferma al 23% mentre nello stesso territorio Virginia Raggi sindaco viene votata dal 30% e più degli elettori. Come si spiega?

S. Merito anche della fantastica lista Aurelio in Comune, di estrema sinistra, che porta a casa un lodevole 1,5%; e del 7% di Daniele Giannini, che ha corso con una civica personale.

E a Napoli, ditemi?
F. Il caso di Napoli è chiaramente il numero delle liste a sostegno di Luigi de Magistris.

liste luigi de magistris malati di politica

S. Già, Luigi de Magistris si presenta sostenuto da…Dema, che è Democrazia Autonomia, il suo movimento; la civica De Magistris Sindaco, la sinistra, i Verdi, Repubblicani democratici, una lista meridionalista, una roba che si chiama Mo’, Napoli Bene Comune e l’imperdibile “Ce simme sfasteriati”.
F. Che vuol dire una roba tipo: ci siamo stufati.
S. Quindi de Magistris è ufficialmente il primo esponente politico ad essere riuscito a fondare sette partiti in una volta sola, un record.

Dite, dite a ruota libera.
F. Torniamo a Roma dove sinceramente da Mario Adinolfi ci aspettavamo un po’ di più.

mario adinolfi malati di politica
S. Mentre c’è da dire che Casapound sovraperforma rispetto a ciò che auspicavamo.

casapound malati di politica
F. E poi c’è il caso di Dario di Francesco, sostenuto dall’epica lista del Grillo Parlante – ultima testimonianza di quegli esperimenti di dadaismo puro che sono le liste civetta, inutilmente bistrattate: parliamo di roba che secondo noi dovrebbe essere patrimonio dell’Unesco. Mai dimenticata la lezione dell’immortale Renzo Rabellino.

lista del Grillo malati di politica

Da notare il simbolo della Lega Centro con la ruspa. 

E chi è Rabellino?
F. Incredibile.
S. Eh, ma allora siamo alle basi del malato di politica!
F. Non ci posso credere! Non lo sa davvero!
S. Va bene, e allora dobbiamo tornare indietro col tempo e su di latitudine, andiamo nella Torino dei primi anni ‘90 quando Renzo Rabellino è un leghista della prima ora ed è anche il primo ad avere il coraggio di rompere con Umberto Bossi e fondare una sua lista, Piemonte Nazione Europea. Da lì inizia la sua carriera di “copiatore” di liste, maestro delle liste civetta, fondatore di partiti che somigliano ai partiti.

Renzo Rabellino, foto: da Facebook
Renzo Rabellino, foto: da Facebook

F. Rabellino è un idolo. Credo abbia una lista da P2, da associazione segreta, di omonimi di leader politici famosi. Immortale quando nel 2001 a Milano per il partito dei Pensionati Rabellino candida un tal Pericle Barlusconi. E a volte il sistema Rabellino riesce addirittura a mandare in crisi elezioni e coalizioni.
S. Già, è il caso di Torino, le ultime elezioni con Piero Fassino candidato sindaco, siamo nel 2011. Il centrodestra presenta Michele Coppola, assessore regionale alla cultura, un rampante e promettente esponente conservatore. Ma fa un errore imperdonabile: non presenta la lista civica per Coppola.
F. Che cosa fa Renzo Rabellino? Presenta un tale Domenico Coppola come candidato sindaco e fa una civica con scritto, gigantesco, COPPOLA. Quanto prende? Il 4%! E Domenico Coppola entra nel consiglio comunale torinese … con i voti di chi si è sbagliato e voleva votare Michele Coppola! La lista di Coppola per Torino nel 2011 ha il privilegio di essere l’unica lista civetta ad apparire negli exit poll di Mentana su La7! E sai che succede poi?
S. L’impensabile.
F. Domenico Coppola MUORE!

domenico coppola muore malati di politica

S. E chiaramente subentra il primo dei non eletti della lista Coppola che diventa consigliere comunale a Torino con…che ne so? Venti voti di preferenza personale?
F. Arriviamo a Roma con le mitiche liste Forza Roma e Avanti Lazio!

Uniche!
F. Nel 2001 io e questo losco figuro qui accanto invece di vedere i porno come gli adolescenti normali vedevamo le tribune politiche sulle Tv locali in cui c’erano appunto le liste Forza Roma e Avanti Lazio, e proprio nel 2001…

forza roma avanti lazio

S. L’ufficio elettorale ammette solo la lista Avanti Lazio; ricordo lo spot elettorale di Dario di Francesco – sempre lui, sì – che allora chiede agli “amici romanisti” di votare comunque senza fare la croce sul simbolo di Avanti Lazio – “non potrebbero mai” – ma di scrivere solo il nome di preferenza vicino alla lista: “Il voto vale comunque!”
F. E il voto a chi?
S. Sai come si candidava la gente in Forza Roma e Avanti Lazio?

No.
S. Degli idoli: Rabellino faceva una roba tipo “Tommaso Caldarelli detto Alessandro Nesta”, così il laziale che voleva poteva votare Nesta ed era contento.

Dai facciamo i seri, che significa per voi questa storia delle liste civetta, quale è il dato? Cosa rappresenta?
F. Significa che un perfetto sconosciuto con una lista dal nulla può prendere l’1% dei voti, e sono tanti voti. Guarda Casapound, guarda la “Lista del Grillo”: ci sono circa 8mila persone che sbagliano la lista e vogliono votare “la lista del Grillo” perché pensano sia Beppe Grillo, nemmeno si preoccupano del Movimento Cinque Stelle che ha un simbolo identificabile. Forza Roma ha preso anche 8mila voti in qualche tornata, è un dato, sono voti di persone. Mille persone non ci sono in questa piazza.
S. Parliamo di liste come l’eterna “La Zampa” o “No alla Chiusura degli Ospedali” che arrivarono anche a 14mila voti. 14Mila voti decidono un’elezione, superano partiti storici come il PLI che alle ultime ha preso 10mila voti.

Il Partito Liberale Italiano che a Roma sosteneva Giorgia Meloni.
F. Stai scherzando? Exploit del Partito Liberale Italiano! Un botto!
S. Passiamo dallo 0,08% allo 0,9%. Questo vuol dire che se salgo su un autobus pieno c’è almeno un elettore del PLI. Un giorno mi alzo e chiedo: chi di voi ha votato Liberale?

S. E’ tipo la storia di Antonio Licata nel 2001.

Chi?
F. Mamma mia, non sai niente. Alle amministrative del 2001 un tale Antonio Licata si candida a sindaco di Roma con la lista “Popolari Europei” e prende 1900 voti.
S. Rinnoviamo l’appello, lo facciamo ogni volta: vogliamo sapere chi sono le 1900 persone che a Roma nel 2001 hanno votato i popolari europei di Antonio Licata. Davvero, ci devono spiegare perché.

Passiamo ai paesi? Ci sarà un caso paese, il paesino che sapete solo voi.
S. Il caso è chiaramente quello di Carapelle Calvisio.

A Carapelle Calvisio, paesino aquilano da 67 aventi diritto al voto, si sono candidati 7 sindaci con 55 aspiranti consiglieri comunali. 

Nooo, buuu, è uscita, vecchia! Potete fare di meglio!
F. Non c’è problema, allora andiamo a Casina, provincia di Reggio Emilia dove si va al ballottaggio perché i candidati sindaco hanno ottenuto 1162 voti. Ciascuno. E’ finita pari. Pari!
S. La legge elettorale dei sindaci permette il ballottaggio nei comuni al di sotto dei 15mila abitanti solo nel caso in cui finisca pari, ed è successo. Hanno intervistato uno alle 22.50, quello che ha votato per ultimo, e si è rifiutato di confessare se sia finita pari per “colpa” sua. E i giornali locali hanno titolato sul “clamoroso pareggio”.

Lo vedi che ho fatto bene a intervistarvi? 
F. Avevi dubbi?

No, giuro, nel senso, secondo me essere malati di politica ha una sua importanza se significa stare sempre a contatto, avere a che fare con i dati, con l’analisi. Per cui volevo chiedere: guardando i dati su Roma, leggendoli, analizzandoli, che città viene fuori? Cosa emerge?
F. Una città interessante e meno scontata di quello che sembra, diversa dal resto del paese. Una città chiaramente molto arrabbiata col Partito Democratico, e lo si nota sopratutto confrontando il voto del sindaco con quello dei candidati presidente; sui municipi il risultato è sistematicamente migliore di quello del comune, segno che comunque il giudizio sull’amministrazione territoriale è sempre diverso e più aderente alla realtà concreta.
S. L’elettorato è maturo. Punisce il Pd votando Virginia Raggi sul Comune di Roma, ma sono elettori che non si fidelizzano; forse alle politiche torneranno a sinistra, forse no, comunque non hanno “sposato” il movimento.

Un voto che non è stabile, insomma.
F. Guarda, è impressionante, io ho fatto i conti: ci sono praticamente 180 mila voti che dal Partito Democratico, dalla sinistra del Pd, dalla destra, da tutti i vecchi partiti, c’è un flusso esatto quasi aritmetico in entrata per il Movimento Cinque Stelle. E’ un voto vero? E’ un segnale alla politica? Bisogna capirlo. Prendi quello che sta accadendo a Torino.

Dimmi di Torino.
S. Torino, città operaista con una grande tradizione di sinistra, e che succede? Giorgio Airaudo, candidato di Sinistra Italiana fa il botto, scompare; qui la sinistra sperava di arrivare addirittura al 10%, di andare in doppia cifra, e invece si annulla. La Torino popolare sceglie il Movimento Cinque Stelle.

F. E di che Movimento Cinque Stelle stiamo parlando? Chiara Appendino, la figlia della borghesia bene torinese, ambiente confindustria quasi una figlia dei padroni.
S. Allora è evidente che il Movimento esiste perché tappa i buchi della politica. A Torino il Pd va esattamente come doveva andare, la sinistra crolla, male Lega e Fratelli d’Italia, l’esperimento di Forza Italia con Osvaldo Napoli lo salutiamo….vola, invece, il Movimento.
F. Il voto della fabbrica si è spostato verso una linea di protesta, su una linea No-Tav, che il Movimento in questa fase interpreta. Ma è un cambiamento vero strutturale dell’elettorato?

Copertina: Paolo Margari / Flickr