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5 Luglio 2016

Sì, ma come funziona il Movimento Cinque Stelle?

La “forza politica” che ha vinto le elezioni a Roma e in tutta Italia ha un flusso organizzativo tutto suo; i militanti si interrogano su come migliorarlo. Ecco come stanno, ad oggi, le cose.

Virginia Raggi è il sindaco di Roma per il Movimento Cinque Stelle: giovedì 7 luglio, nella prima seduta dell’Assemblea Capitolina, sarà presentata ufficialmente la sua giunta. Non tutto fila liscio però per la giovane prima cittadina: le cronache giornalistiche raccontano di un clima di grande tensione, quasi di conflitto aperto fra la sindaca e i nomi storici dei Cinque Stelle romani per trovare la quadra sulla Giunta e sistemare gli ultimi nomi; sui territori, poi, la situazione non è migliore. Ci sono riunioni, incontri e discussioni: la base del Movimento Cinque Stelle, al di là del comprensibile entusiasmo, si interroga sul proprio futuro.

Sì, ma come funziona il Movimento Cinque Stelle?

Il supplì

  • Giovedì 7 luglio: una data fondamentale per la politica romana. Virginia Raggi presenta la sua giunta, dopo giorni di fermento e di tensioni – raccontate da cronache e retroscena giornalistici – fra la prima cittadina del Movimento Cinque Stelle e il “mini-direttorio” dei garanti (Paola Taverna, Roberta Lombardi, Gianluca Perilli, Massimo Castaldo) che stanno aiutando – o premendo, a seconda delle interpretazioni – per la composizione dell’esecutivo capitolino.
  • Parte della base del Movimento Cinque Stelle si è intanto autoconvocata lunedì mattina in una riunione per discutere di un punto molto importante: quale sarà il futuro dell’organizzazione del Movimento a Roma? Che rapporto ci sarà – tema centrale, che causa molte divisioni – fra la Giunta comunale, le giunte municipali, e gli attivisti storici a Cinque Stelle? Quali i margini di controllo per chi negli anni ha costruito giorno dopo giorno il Movimento a Roma? Le proposte sono varie, le discussioni sono fitte.
  • Io ero presente alla riunione con Lo Zaino Verde e sono in grado di raccontare di cosa si è discusso; ma è davvero difficile capire ciò che è stato proposto e dibattuto senza prima spiegare come funziona – o meglio: come finora ha funzionato, quale sia stata finora la forma organizzativa spontanea – del Movimento Cinque Stelle, almeno a Roma. Questo articolo, dunque, è il primo di due.

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Chi è il Movimento Cinque Stelle? Come funziona l’organizzazione, la “forza politica” che dopo il successo alle elezioni amministrative comunali 2016 a Roma e a Torino ha ottenuto, parola di Matteo Renzi alla Direzione Nazionale del Partito Democratico, “la palma della vittoria”, il sentimento di interesse dell’opinione pubblica e il vento in poppa? Se ne sa poco; come poco si sa di chi siano gli eletti, i nuovi consiglieri comunali e municipali, i “cittadini portavoce” inseriti nelle istituzioni dal voto popolare.

A Torino, e ben di più a Roma, la forza politica fondata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio affronta quella che alcuni militanti mi hanno definito “la fase più difficile” della storia del giovane Movimento; nella Capitale Virginia Raggiraccontano, almeno, le cronache giornalistiche – sarebbe in seria difficoltà, stretta dalle filiere di potere che si radunano attorno agli esponenti più forti e storici del Movimento.

Virginia Raggi, sindaco di Roma
Virginia Raggi, sindaco di Roma – da Facebook

La base, nel frattempo, a Roma è in fermento: al di là dell’entusiasmo e della contentezza per le vittorie elettorali, è larga la condivisione su un punto, quello dell’organizzazione del Movimento Cinque Stelle, della strutturazione di una qualche “forma-partito”, di quale debba essere la relazione fra la base e gli eletti.

Gli attivisti e i militanti si stanno ora ponendo il problema di come far evolvere l’attuale modello organizzativo, del tutto non ufficiale e radicatosi spontaneamente nella pratica di oltre sette anni di attivismo sul territorio. Per come ho potuto ricostruirlo, facendomelo spiegare in prima persona da attivisti storici del Movimento romano – che, mi avvertono, parlano “a titolo strettamente personale” – l’organigramma e il flusso di funzionamento del Movimento Cinque Stelle potrebbe essere riassunto così.

Il Movimento Cinque Stelle chi è? Il Movimento è il movimento, sono i portavoce”, mi ha detto “un militante della prima ora” : il centro dell’azione politica, il cuore della rivoluzione a Cinque Stelle sono gli eletti, i rappresentanti nelle istituzioni che – nella visione ideale, nell’idea di società che ha il Movimento – sono, appunto, portavoce, gli interpreti della volontà dei cittadini. “Io la penso così”, mi ha detto una eletta nelle istituzioni romane nelle ultime elezioni: “L’amministratore dovrebbe andare dai cittadini e dire: di cosa avete bisogno? Cosa state facendo? Le istituzioni vi devono aiutare a portare avanti i percorsi che state già costruendo”. Recettori e interpreti delle volontà dei territori, i portavoce a Cinque Stelle sono poi circondati da una galassia di frecce, relazioni e organismi con i quali dialogano, si confrontano e costruiscono il percorso complessivo dell’amministrazione a Cinque Stelle.

Flusso organizzativo del Movimento Cinque Stelle - mia elaborazione
Flusso organizzativo del Movimento Cinque Stelle – mia elaborazione

Unità di base del Movimento Cinque Stelle, volendo semplificare, sono ancora i Meetup e i Tavoli Tecnici e Tematici. I Meetup sono la storica cellula organizzativa degli Amici di Beppe Grillo: nel 2005 il comico genovese ha da poco conosciuto Gianroberto Casaleggio e dalle pagine del Blog propone ai suoi lettori di utilizzare uno strumento che negli Stati Uniti era diventato molto popolare per trasformare una discussione virtuale in un momento di cambiamento”. 

I meetup di Beppe Grillo nel 2005 - un post da 350 commenti, e ora il Movimento governa Roma
I meetup di Beppe Grillo nel 2005 – un post da 350 commenti, e ora il Movimento governa Roma

I Meetup sono ancora oggi, volendo ragionare a spanne, i gruppi territoriali del movimento; a Roma i Meetup sono tuttora “le sezioni municipali” che realizzano una serie di attività fondamentali per la pratica politica a Cinque Stelle: gli Infopoint, o “banchetti”, i presidi territoriali di diffusione e contatto con i cittadini del territorio; i tavoli nei mercati rionali, i volantini, le discussioni con gli elettori. Accanto a queste attività, i Meetup organizzano le azioni concretsui territori – pulizia dei quartieri o delle strade, assemblee e altre iniziative di vario genere. L’iscrizione al Meetup non è però – mi spiegano – condizione sufficiente per poter partecipare alla vita del Movimento in maniera completa: serve anche l’iscrizione al Blog di Beppe Grillo che, per chi vuole, può diventare “registrazione ufficiale”, con l’invio del documento di identità per la “certificazione dell’iscritto” che solo così potrà votare, ad esempio, per selezionare i futuri candidati portavoce (“le candidature alle candidature”): sono due iscrizioni diverse e distinte, dunque, una al Meetup e una al Blog di Beppe Grillo, con eventuale e successiva registrazione al Sistema Operativo del Movimento per le votazioni.  

Accanto ai Meetup ci sono i “Tavoli tecnici e tematici”, gruppi di attivisti che si riuniscono a tutti i livelli (tavolo tecnico municipale, tavolo tecnico comunale) per discutere di specifici filoni di azione politica: tavolo Ambiente, tavolo Urbanistica, tavolo Mobilità, tavolo Lavori pubblici, tavolo Università, e così via; chiaramente non è escluso e anzi, è prassi, che i componenti dei Meetup siano poi inseriti in tavoli tecnici, e dunque che le due realtà si sovrappongano. Al tavolo tecnico”, mi spiega ancora un attivista, “la partecipazione è sempre aperta anche ai cittadini; più volte sono venuti iscritti anche ad altre forze politiche che avevano voglia di parlare, di rappresentarci il loro punto di vista e hanno avuto accoglienza e diritto di parola”. In realtà, alla “maggior parte delle iniziative” del Movimento, mi spiegano, la partecipazione è in linea di massima “libera” per tutti i cittadini. 

E’ dai Meetup e dai Tavoli tecnici che, in linea di massima, vengono selezionate le candidature ai vari livelli elettivi: o meglio, “le candidature alle candidature”, perché essendo “sovrana la rete”, i candidati portavoce vengono selezionati dal voto degli iscritti certificati al portale. Per diventare un candidato a Cinque Stelle, come è noto, ci sono alcuni requisiti: bisogna essere incensurati – e dunque presentare il certificato dei carichi pendenti – bisogna non esser stati candidati con partiti che hanno corso come avversari del Movimento ad altre elezioni e bisogna aver fatto un minimo di attività politica a Cinque Stelle – alle ultime elezioni comunali e municipali romane si richiedeva la partecipazione nei tre mesi precedenti alla candidatura a “dieci attività” del Movimento fra banchetti, tavoli tecnici, assemblee e iniziative. Sono “regole di buon senso”, mi spiegano gli attivisti, per evitare che il Movimento possa diventare un’occasione per arrivisti o imbucati di vario genere.

Dunque, che si provenga dalla militanza nel Movimento – Meetup e/o Tavolo Tecnico – o che tramite un’autocandidatura per mail si riceva comunque il via libera dagli iscritti certificati (a Roma per le elezioni comunali 2016 si erano “pre-candidati” in 233), si può correre per diventare cittadini portavoce a Cinque Stelle, e magari venir eletti. A quel punto, mi spiegano gli attivisti, la Casaleggio Associati – l’azienda informatica milanese fondata da Gianroberto Casaleggio, cuore pulsante dell’organizzazione a Cinque Stelle – trasferisce al portavoce eletto la “custodia e l’uso del simbolo del Movimento a tempo determinato, quello del mandato elettorale”; l’eletto ha poi “il dovere politico” di non muoversi da solo (dovere che diventa giuridico, in realtà, se il portavoce ha firmato il contratto di mandato, o “codice etico”, che i candidati a Cinque Stelle sono invitati a sottoscrivere prima di iniziare la campagna): i consiglieri devono continuare a dialogare e a costruire il proprio percorso politico con i Meetup e i Tavoli Tecnici di riferimento, “in base ai temi da trattare”. Altrimenti, come è noto, può scattare il procedimento di sfiducia, la procedura di “recall” interna ai Cinque Stelle: la rete, se il portavoce si muove al di fuori delle linee politiche e delle sensibilità del Movimento, può decidere di sfiduciare il suo eletto, revocando la titolarità e l’uso del simbolo affidatogli dalla Casaleggio Associati; è, in effetti, successo più volte anche a livello nazionale.

Gli eletti hanno, “come è ovvio”, mi spiegano, dei gruppi di coordinamento – che sono, per lo più, delle “normali chat su Whatsapp” nei vari livelli istituzionali: coordinamento municipale, coordinamento comunale, le varie chat dei Parlamentari a Cinque Stelle, con le quali gli si sincronizzano le varie attività politiche. Sull’eletto portavoce vigilano, poi, le strutture di garanzia del Movimento: la prima fra tutte, mi spiegano gli attivisti, è la Casaleggio Associati di Milano, sulla quale si sarebbe “molto ricamato”, ma che sarebbe semplicemente “un’azienda di consulenza informatica” che “si fa garante dell’ordinato decorso delle votazioni, vigila sui problemi ed evita eventuali brogli o altri inciampi”, assicurando così che l’azione del Movimento Cinque Stelle sia fluida e ben organizzata.

Altra struttura di garanzia e di sostegno agli eletti “per questioni giuridicamente complesse” sono gli staff; quello di Virginia Raggi è composto da due parlamentari della Repubblica, Roberta Lombardi e Paola Taverna; l’eletto al Consiglio Regionale del Lazio Gianluca Perilli e l’Europarlamentare Massimo Castaldo.

Anche qui, non si tratterebbe di un commissariamento, mi spiegano gli attivisti a Cinque Stelle, ma di una struttura di “supporto” alle attività dell’eletto: “Se l’attività comunale si intersecherà con quella regionale, ci sarà pronto il consigliere regionale a dare il suo contributo; se quello che facciamo deve dialogare con il Parlamento, abbiamo due parlamentari a disposizione; se abbiamo bisogno dell’Europa, il nostro portavoce europeo è già nello staff”, riassumono, sorridenti, i militanti del Movimento. Così, mi dice un’attivista storico, “sarà tutto più semplice e fluido. E’ di buon senso, e non c’è niente di misterioso da capire”.

Copertina: Movimento Cinque Stelle Roma / Facebook